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AZIENDA AGRICOLA

Az. Agr. Del Gigante

Az. Agr. Del Gigante

L’azienda agricola Del Gigante nasce nel 2010 sull'Appennino Reggiano, a 600 mt. sul livello del mare, con un allevamento di vacche da latte alimentate principalmente al pascolo. La mandria oggi è costituita da circa 30 capi, di cui 24 in lattazione, il latte munto viene venduto per essere trasformato in “Parmigiano Reggiano Vacche Rosse”.

Daniele ci racconta che per avviare l'azienda ha dovuto prendere capi già adulti da altre aziende, ma non tutte le vacche si sono riuscite ad adattare bene alla vita del pascolo in montagna, venendo da aziende convenzionali non erano abituate a dover camminare per procurarsi cibo, tuttavia adesso con la rimonta interna, le vacche nate successivamente e abituate sin da piccole al pascolo risultano più a loro agio e anche più sane e robuste.

Daniele, avendo aderito al Consorzio Vacche Rosse alleva principalmente reggiane, più un paio di capi di altre razze autoctone: bianche modenesi e pontremolesi, più incroci da carne. Pur lavorando con razze a limitata diffusione, Daniele seleziona per caratteristiche fisiche ben precise, prediligendo ad esempio una struttura tondeggiante dell'animale che garantisce una buona capacità di conversione foraggio/latte. Ai fini di questa selezione l'inseminazione è prevalentemente artificiale, e quando ho chiesto a Daniele la durata media della vita delle sue vacche sorprendentemente mi ha risposto che la più anziana è stata una frisona di 12 anni che ha preso quando aveva già 9 anni da un allevamento piemontese convenzionale e che è riuscita ad adattarsi bene al pascolo proprio perché aveva caratteristiche fisiche che la predisponevano bene al pascolo (da notare che le vacche di razza frisona degli allevamenti intensivi, per diverse cause ambientali, genetiche e di management aziendale vivono circa 4 anni).

Il pascolo viene effettuato con il metodo “Back grazing”, che consiste nella divisione del pascolo in parcelle, a loro volta pascolate a strisce di 12 ore o anche 4 in caso di pioggia con possibilità di ritorno al punto di abbeverata che rimane fisso alla base della parcella. Le vacche in latte entrano e mangiano una “fetta di prato” alla volta, finché la parcella non è terminata, così passano ad un'altra parcella, dove l'erba è fresca e pronta (alta circa 15 cm). Daniele suddivide i suoi prati in modo che ogni parcella sia sufficiente per una settimana in condizioni di asciutto e un paio di giorni con bagnato, questo per evitare “sentieramenti” nel tornare all’abbeverata, la frammentazione dei campi tipica di queste zone richiede molta flessibilità e spesso le parcelle sono semplicemente dei piccoli prati circondati da siepi di querce. Oggi, dopo diverse prove, le vacche e le manze pascolano su piattaforme di pascolo separate. Questo fa si che il prato venga pascolato “a zero”, cioè uniformemente, evitando la crescita di malerbe e garantendo anche un buon apporto nutrizionale agli animali giovani. Daniele ci ricorda che il pascolo è utile all'ambiente non solo per la fertilizzazione del terreno, ma aiuta anche a controllare il fenomeno del ruscellamento, poiché gli animali tendono a camminare in orizzontale più che in verticale e questo è utile in caso di forti piogge su terreni friabili per evitare frane e smottamenti del terreno.

L'alimentazione al pascolo viene integrata in primavera-estate, quando le vacche sono al pascolo notte e giorno con 2 kg al giorno di granaglie, in inverno invece mangiano prevalentemente fieno prodotto in azienda, ma essendo questo meno nutriente si alza la dose di granaglie fino a 4-4,5 chili a capo. Le granaglie vengono comprate in un mangimificio in zona e sono certificate no ogm.

Le vacche partoriscono da sole in stalla, poco dopo i vitelli vengono messi in box singoli a contatto visivo con la madre, dopo il mese di vita vengono messi insieme e si inizia a lasciarli pascolare (oltre all’alimentazione lattea). Ai vitelli viene dato il latte delle vacche, non latte in polvere. Finalmente oggi tutti i vitelli (maschi compresi) vengono tenuti in azienda per essere allevati solo a pascolo compreso il finissaggio per produrre carne 100% grassfinished (a parte uno l'anno che viene tenuto come toro e qualche femmina per rimonta interna), gli animali vengono macellati dopo i 20 mesi di età per fare pacchi di carne per i privati. Il piccolo macello di appoggio è a cinque minuti dall’azienda.

La mungitura le vacche rientrano in una stalla a stabulazione fissa, alla quale Daniele ha modificato la legatura e le poste per dare loro più spazio d'azione: riescono a grattarsi dietro la coscia, arretrare, leccarsi con la vicina e, cosa importante, l’atto di alzarsi è naturale e completamente assecondato in quanto non c’è nessun tipo di barriera, ha inoltre pavimentato con la gomma per evitare scivolamenti. Per Daniele il rapporto uomo-animale è fondamentale, e questo si traduce automaticamente in praticità del lavoro, perché se le vacche hanno fiducia dell'uomo sono più inclini a rimanere calme durante fasi delicate di accudimento giornaliero.

gli animali sono curati solo con l’omeopatia.

A fine vita, quando la vacca è troppo vecchia (oltre i 12 anni) ma sempre in ottimo stato di salute, viene macellata per produrre pacchi di carne.

Oggi l’azienda ha iniziato l’allevamento di ovaiole a pascolo con pollaio mobile, queste pascolano dopo le vacche per un pascolo multispecie.

I prodotti di Daniele non sono reperibili in uno spaccio, il latte viene venduto per la trasformazione del parmigiano reggiano, mentre la carne e le uova si possono ordinare e vengono consegnate a casa direttamente, anche se per ora le consegne essendo fatte direttamente da Daniele, avvengono in un raggio di 50/60 km.