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AZIENDA AGRICOLA

Azienda Agricola Maiale Brado di Norcia

Azienda Agricola Maiale Brado di Norcia

All'azienda agricola Maiale brado di Norcia Giuseppe alleva maiali allo stato brado nel mezzo dei monti Sibillini, precisamente nella valle di Patino, nel comune di Norcia. Da 12 anni ha scelto di ripercorrere le orme del nonno, rispolverando le sue tecniche di allevamento, che si sono dimostrate essere efficaci in termini imprenditoriali e in perfetta sinergia con l'ambiente.

Giuseppe alleva principalmente tre razze: il rosa perugino, una razza storica del territorio, un suino "fasciato", anch'esso presente storicamente in questi territori, un primordiale della cinta senese, simile nell'aspetto estetico ma diverso nella struttura, in quanto più magro e più resistente alle malattie. Dall'incrocio dei primi due deriva poi il grigetto. Questi animali hanno a disposizione oggi circa 300 ettari tra bosco e seminativi per un totale di 400 capi che non sono separati tra loro perché hanno tutto lo spazio a disposizione per formare dei sottogruppi in piena autonomia.

La vita in allevamento è del tutto simile a ciò che avverrebbe in natura, c'è un ricovero, una vecchia struttura preesistente, che ormai rappresenta solo un riparo coperto, perché gli animali sono liberi di entrare e uscire e all'esterno hanno a disposizione un ampio territorio tra prati e bosco. l'inseminazione è naturale e non assistita, le scrofe partoriscono in autonomia all'aperto (solo in caso di necessità all'interno), riparandosi e nascondendo per i primi giorni di vita i piccoli negli arbusti.

Gli animali qui vivono e si nutrono all'esterno, mangiano tutto quello che trovano tra pascolo e bosco disponibile e Giuseppe ci racconta che sul terreno vengono coltivati anche mais, fagioli e patate, che sono seminati ma non raccolti , a raccoglierne i frutti ci pensano i suini che mangiano anche le radici, evitando così il formarsi di muffe nel terreno. Come spesso accade nelle situazioni di allevamenti bradi e semibradi, anche qui viene utilizzato del mais come alimento di cortesia, per farli avvicinare al richiamo e abituarli alla presenza degli esseri umani.

Data la loro vita brada anche il sapore della carne cambia a seconda delle stagioni e si hanno quindi carni e prodotti con aromi differenti in base alla dieta naturale dei suini: carni meno saporite nel periodo estivo e più intense del periodo invernale (grazie soprattutto alla presenza di ghiande nel bosco).

Su questi terreni non vengono usati fertilizzanti chimici, solo le deiezioni degli animali stessi aiutano la fertilità dei terreni.

In questo allevamento non vengono fatti trattamenti di antibiotici, non si esegue il taglio della coda e si adotta una diversa filosofia anche per quanto riguarda la castrazione dei maschi, che si preferisce evitare per non indebolire i suini maschi, che vivendo bradi ed esposti a predatori (lupi e volpi), devono poter riuscire a resistere meglio alle intemperie e a difendere sé stessi e il branco da eventuali attacchi. I suini maschi vengono generalmente castrati da piccolissimi per evitare un odore spiacevole che le carni assumerebbero in età riproduttiva, per evitare questo problema e la castrazione in questo allevamento si macellano un po' prima i maschi, intorno ai 6-8 mesi (quindi prima della maturità sessuale), Giuseppe ci assicura inoltre che sia per la razza che per la vita brada, l'odore non sarebbe comunque molto intenso.

Le femmine vengono invece macellate a 18 o 24 mesi. I suini di questo allevamento sono animali più leggeri, e hanno un fegato molto piccolo, proprio come risultato della loro vita all'aperto e dell'alimentazione brada. I verri e le scrofe più belli vengono tenuti e poi i verri rimarranno in allevamento fino alla loro morte naturale, Giuseppe ci racconta che facendo in questo modo in 12 anni non ci sono mai stati problemi di consagiuneità perché c'è un continuo ricambio di animali. Data la zona in cui sorge l'allevamento, il macello dista oltre 100 km (ci sarebbe un macello più vicino ma si andrebbe fuori regione con problemi burocratici annessi) ma Giuseppe ci racconta che sono in trattativa con l'ente parco e il comune per convincerli a fare un mattatoio mobile, che renderebbe la vita dei suoi animali più tranquilla anche in questa fase. Gli animali vengono portati al macello da Giuseppe, che porta da 1 a massimo 10 capi per volta.

La trasformazione della carne e dei salumi avviene in un laboratorio aziendale in via Meggiana a Norcia, vicino alla sede della Polizia Provinciale, l’acquisto dei prodotti può essere effettuato direttamente nel punto vendita del laboratorio, oppure visitando il sito www.maialebradodinorcia.com.

Questa azienda ha vinto diversi premi per la qualità dei prodotti e la gestione sostenibile e rispettosa del benessere animale dell'allevamento: nel 2011 è stata premiata da Coldiretti con L'Oscar Green Economy per l'idea imprenditoriale; nel 2012 ha vinto l'Oro del Gusto alle olimpiadi di Londra, come miglior prosciutto al mondo; nel 2013 il premio Good Pig rilasciato da Compassion in World Farming, come miglior allevamento per la salute e il benessere degli animali in Europa. La sostenibilità ambientale dell'azienda è stata studiata presa come esempio dall'ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie e lo sviluppo economico sostenibile), per il risparmio energetico e il basso impatto ambientale dell'allevamento.