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Gestire il rapporto madre figlio nella produzione di latte

5 Persone hanno Votato

Barbara

15:02 PM; Feb 28, 2014

Per chi alleva animali da latte (vacche, capre) il dilemma su quanto e come lasciare il piccolo con la madre è davvero difficile da risolvere, per l'etologia dell'animale sarebbe normale lasciare il piccolo con la madre, ma nella produzione del latte le madri producono più latte di quanto ne serva al vitello e questo fa si che se non si toglie il latte in eccesso possano andare incontro a mastiti, e volendo mungere la madre risulta difficile capire quanto latte lasciare al piccolo. C'è chi separa madre e piccolo dopo poche ore da parto per evitare che si affezionino e poi soffrano per il distacco, c'è chi li lascia a contatto per una decina di giorni.. quale può essere la soluzione migliore?

12 CommentI

  1. camassei on Dic 03, 2016 17:12 PM

    io ho comprato un mucca da lette mancano pochi giorni che partorisce la tengo libera in un ettaro e il mio dilemma e se la devo legare in stalla o la posso lasciare libera .... poi vera il dilemma del latte e avevo pensato di lasciare che il piccolo si nutrisse da la mamma e io toglievo la sera il matte in piu esendo il primo parto penso che avra il latte sufficiente per il vitello qualcuno mi puo dere dei chiarimenti grazie

  2. camassei on Dic 03, 2016 17:12 PM

    quindi voi dite che e meglio togliere il piccolo alla madre io avevo pensato di poter allevare il figlio con la madre e togliere la sera il latte in piu

  3. chiara on Giu 08, 2016 00:06 AM

    sì,in effetti è proprio un dilemma. Mia padre mi ha sempre consigliato di non lasciare i vitelli con la madre per più di un paio di ore per evitare che entrambi soffrano per il distacco.Io ho sempre seguito il suo consiglio,però adesso ho una mucca che non può stare con le altre perchè la trovo sempre per terra,così,dovendo tenerla in stalla,ho deciso di " riciclarla" come balia:adesso è con il proprio vitello(maschio),quando nascerà la prossima vitella,dopo averle somministrato il primo latte (colostro) della propria madre,la metterò con la vacca balia.Penso che potrei farle allevare 4 vitelle,dandole chiaramente da mangiare dell'unifeed. Penso che se si tiene una vitella da rimonta con una balia per 7 o 8 mesi,non è più necessario somministrarle del mangime,bastano l'erba nel periodo estivo o il fieno d'inverno. Vedremo.

  4. Daniele80 on Apr 02, 2016 15:04 PM

    Rispondo a Silviasco che tocca punti cruciali. Sono un allevatore da latte che è su questo sito e, da quando sono imprenditore in prima persona( prima sono sempre stato dipendente in diversi allevamenti),ho cercato passo dopo passo di migliorare la mia gestione per dare quella piena felicità ai miei animali che in cambio mi danno, senza sceglierlo, la loro vita. Trattamento di rispetto e modi garbati nei loro confronti, pascolo, ora cure omeopatiche e, ma qui servono soldi, un ricovero su lettiera per l'inverno in modo che siano sempre liberi. Mi rimangono due punti ancora a cui penso e ripenso: la decornazione dei vitelli ( qui mi possono aiutare gli animali naturalmente senza corna) e il togliere il vitello alla madre. Da quando ho iniziato a lavorare è sempre stata una prassi "normale"levare il vitello. Io stesso ho imparato così. Quello che mi ha acceso una lampadina però è stato il vedere esperienze amatoriali con 1 o due vacche in cui la vacca munta a macchina + vitello sotto, non faceva assolutamente poco latte (razze autoctone) comparata con la sola mungitura, il vitello è un grosso stimolo questo è innegabile. Di fatto credo che nessuno abbia mai pensato a un'ipotesi del genere in un allevamento da latte. Ma credo il problema sia anche logistico e di strutture. Anche per me con le vacche"alla posta" quando sono in stalla sarebbe impensabile avere 30 vitelli che scorrazzano per la stalla, anche per questioni igieniche. Poi bisogna capire se lasciare 24 ore il vitello con la madre o gestirlo con degli "orari" oppure solo giorno/ solo notte. Credo bisogna fare prima delle prove per capire nella pratica come fare, ma non penso sia davvero impossibile. Poi però ci vuole una postazione di mungitura in cui il vitello non sia di intralcio a chi lavora o che non si faccia del male. Insomma tante variabili. Ora che faccio anche parti stagionali certamente il vitello che mangia da solo sarebbe davvero economicamente vantaggioso, prima di tutto per la drastica riduzione di manodopera. Ci sto ragionando seriamente conscio del fatto che la soluzione non è semplice. Certo che arrivarci vorrebbe finalmente dire lasciare che le vacche facciano felicemente le vacche, per davvero.

  5. Staff on Ott 22, 2014 19:10 PM

    Riportiamo qui una risposta che abbiamo dato via mail a un utente che ci chiedeva se "per usufruire del latte degli animali da allevamento, bisogna PER FORZA allontanare i piccoli e nutrirli con latte in polvere". Questo è un argomento che per l'etica (e l'etologia) della produzione di latte è davvero controverso. La questione è stata sollevata anche nel nostro forum. Tutte le aziende da noi recensite hanno dichiarato di dare ai piccoli latte NON in polvere ma munto dalle vacche/capre/pecore, non necessariamente le madri dei cuccioli. Vi è poi differenza tra le varie specie animali per la produzione di latte, per esempio abbiamo recensito un'azienda con allevamento di capre e pecore che per il periodo della lattazione dei piccoli non prende il latte alle madri, ma lo lascia per il solo allattamento, l'azienda è questa: http://www.allevamento-etico.eu/azienda-agricola/En-Barlet/ Nel caso delle vacche invece i problemi sono diversi: - gli animali sono stati nel tempo geneticamente selezionati (non modificati) per produrre molto più del necessario (necessario alla nutrizione del cucciolo) quindi diventa difficile capire quanto latte togliere alla mamma - se il latte non viene gestito correttamente si rischia che le mamme vadano in mastite (una malattia della mammella) - nelle prime ore di nascita il vitello deve bere il colostro (il primissimo latte che la mamma produce dopo il parto e ricchissimo di agenti che rinforzano il sistema immunitario del piccolo), in molti casi i vitelli non riescono ad alimentarsi subito con facilità dalla madre, per cui molti allevatori preferiscono toglierlo subito e dargli il colostro con biberon per assicurarsi che lo bevano. Però, tra gli allevatori da noi recensiti c'è qualcuno che ha provato a lasciare il vitello con la madre, qualcuno li separa premurandosi di fargli mantenere un contatto visivo o una certa vicinanza la madre, qualcuno li affida a una balia, ovvero lo fa nutrire da una vacca più anziana e meno produttiva, se leggi un po' di recensioni sul sito ti fai un'idea. Io non sono un veterinario, ma se scrivi nel nostro forum puoi scrivere lì la tua domanda o un commento e i nostri veterinari potranno risponderti. Spero di averti fatto un quadro più completo della situazione, almeno di come agiscono le aziende da noi recensite. La produzione di latte eticamente pone indubbiamente moltissime domande.

  6. giuditta5fri on Giu 29, 2014 10:06 AM

    Se qualcuno è interessato a visitare un allevamento per vedere una mungitura , io sono disponibile.

  7. giuditta5fri on Giu 29, 2014 10:06 AM

    Se non si munge un animale per qualche giorno giustamente si blocca la produzione. La bovina da latte è docile di per sé, è un animale molto generoso e tranquillo, quando partorisce allatta il suo vitello senza problemi e , se fosse libera di pascolare con il suo vitello , questo popperebbe da lei almeno circa 8-10 volte al giorno. Ma noi usiamo il latte della bovina , appunto "da latte" perché lo beviamo noi , e qui sorge l'inghippo, come prendere il suo latte e in contemporanea lasciarlo al vitello? Praticamente non è semplice , perché una volta iniziata la mungitura va terminata, non si può lasciare latte in mammella., altrimenti insorgono i problemi appunto di mastite.

  8. silviasco on Giu 07, 2014 23:06 PM

    Giuditta, grazie per i tuoi chiarimenti, quindi il problema è che far poppare il vitello direttamente dalla madre sarebbe troppo costoso? E' stato calcolato, tutto ciò, o si va semplicemente per abitudine/tradizione? Nelle madri umane la produzione si aggiusta sulla richiesta, per cui se una madre allatta e poi si tira anche il latte, la produzione sale. Se si tira solo il latte, la produzione può essere inferiore, anche di molto, a quella che avrebbe allattando, e sicuramente inferiore a quella che ha se allatta E si tira il latte. Non so se questa è una peculiarità della specie umana o può applicarsi in una certa misura anche alle bovine. Siamo sicuri che lasciando il vitello con la madre la produzione mungibile cali così tanto? E' stato misurato o è solo una supposizione basata sulla tradizione? Anche in allattamento umano circolano una marea di falsi miti, es. che bisogna aspettare che il seno si riempia per allattare, sono cose che vengono date per scontate e invece alla prova dei fatti sono false... Quello che mi viene in mente è che se il vitello resta con la mamma, poi magari lei non è tanto disponibile a farsi mungere, o il vitello non è disponibile a cedere la "sua" mammella... Forse ciò che rende le bovine da latte così docili alla mungitura è proprio il sollievo dall'innaturale ingorgo che hanno ogni giorno, un ingorgo che col vitello al seguito non avrebbero mai così forte... La mungitura avviene mattina e sera. Il vitello sicuramente popperà più spesso di due sole volte al giorno. Da un lato questo potrebbe rendere fattibile la convivenza fra allattamento e produzione (mammelle più stimolate potrebbero produrre di più), dall'altro porrebbe il problema di privare la vacca dell'incentivo a farsi mungere, e rendere, forse, la mungitura più complicata (segregare temporaneamente il vitello). Chissà se esiste qualche prode allevatore che si mette a fare qualche esperimento per vedere se c'è un sistema di salvare capra e cavoli, pardon latte e allattamento?

  9. giuditta5fri on Giu 06, 2014 13:06 PM

    Volevo chiarire che le mastiti sono infezioni della mammella dovute all'azione di germi. Ci possono essere mastiti infettive o mastiti da germi presenti nell'ambiente. E' un'infezione dolorosa per l'animale ma che può venire curata.

  10. giuditta5fri on Giu 03, 2014 19:06 PM

    Eccomi, sono un veterinario ,spero di riuscire a darvi un chiarimento. Esistono due allevamenti , le bovine da carne e le bovine da latte. Le prime allevate appunto per la carne , in questo caso il vitello nasce e rimane con la madre fino a circa 4/6 mesi , la madre lo allatta , la produzione giornaliera è di circa al massimo 10 litri, se ha questa quantità di latte il vitello cresce bene , è evidente che una buona quantità di latte deriva da una bovina nutrice alimentata bene. La bovina da latte invece è stata selezionata dall'uomo perché aveva attitudine a produrre più latte ( oggi a fronte di una produzione media di circa 26 litri al giorno , alcuni animali riescono a produrre anche 50 litri al giorno). Una bovina da latte ( generalmente sono le Frisone bianche -nere) partorisce il suo vitello ,a questo subito viene dato il primo latte della madre, il colostro , perché ricco di anticorpi ( ricordiamo che il vitello durante la gravidanza non riesce ad avere gli anticorpi dalla placenta della madre) che gli permettono di combattere le varie malattie che potrebbe incontra appena nato. Viene tolto subito dalla madre e allevato con latte artificiale o latte di vacca insieme ad altri vitelli della sua età, la madre viene munta e il suo latte lo beviamo noi. Vacca e vitelli vengono allevati separatamente. La separazione è un evento doloroso , è documentato che è meglio che alla bovina venga tolto subito il vitello, prima che si instauri il legame madre /nato piuttosto che separarli dopo qualche giorno. Premetto che non sono favorevole all'allevamento intensivo , ma prendiamo ad esempio un qualsiasi allevamento da latte con pochi animali allevati tradizionalmente , che sia in montagna o in pianura , il reddito dell'allevatore (che è modesto) si basa sulla vendita del latte , all'allevatore il latte viene pagato circa 0,40 euro al litro,mentre noi alla distribuzione lo paghiamo molto di più. Come dicevo prima non è tutto così semplice , questo non toglie che abbiamo il dovere di fare di tutto per migliore le cose , da parte degli allevatori cercare di allevare con sempre più benessere per i propri animali , da parte del consumatore di essere sempre più informato e essere di supporto a chi lavora bene. Quindi ben venga il rispetto degli animali e l'etica nel modo di allevare e di vivere.

  11. Luisa on Giu 03, 2014 18:06 PM

    Anche io sarei per lasciare il piccolo con la madre, ma non so quanto questo possa essere difficile in un'allevamento di animali da latte, c'è qualche allevatore o veterinario che può darci una testimonianza in questo forum? Trovo questo strumento molto utile da consumatore per capire come può funzionare davvero la produzione di alcuni prodotti e quali siano i migliori da scegliere da un punto di vista anche etico.

  12. silviasco on Mag 31, 2014 23:05 PM

    Non sapevo che la separazione avvenisse perché si teme di "mungere troppo"! A me pare un falso problema, se faccio un paragone con la fisiologia dell'allattamento umano. Una donna che allatta e si tira anche il latte, non corre alcun rischio: il seno non è un serbatoio, il latte che il bambino assume durante la poppata viene prodotto al momento, e la poppata è immensamente più efficace del tiralatte nell'estrarre il latte. Il tiralatte si limita a drenare i dotti, tutto lì. Questo anche perché la nostra specie è programmata per un allattamento frequente e le nostre mammelle non hanno cisterne. Immagino che i vitelli poppino meno spesso dei neonati umani, ma comunque abbastanza spesso (i vitelli in natura sono sempre accanto alla madre). Quindi credo che per le vacche il discorso cambi solo un po', se non erro le vacche hanno cisterne (serbatoi per il latte nelle mammelle) e in effetti la mungitrice "svuota" visibilmente la mammella. Ma visto che le vacche da latte sono selezionate per iperprodurre, questo non dovrebbe essere un problema. Anche dopo effettuata la mungitura, il vitello dovrebbe essere in grado di stimolare la produzione di nuovo latte con la poppata. In ogni caso, se anche ci si accorgesse che la quantità munta incide sulla quantità assunta dal vitello, dovrebbe sempre essere possibile somministrare una aggiunta, di latte di stalla o in polvere. Ma impedire del tutto l'allattamento, per il timore che si dovesse verificare un rallentamento di crescita del vitello, questa mi sembra una di quelle cose sulla cui illogicità non ci si sofferma percé si dà per scontato che "si fa così"!! Inoltre, almeno nelle mamme umane è così, la presenza del piccolo insieme alla mamma rialza prolattina & tutto il circo ormonale che sostiene la produzione di latte, difatti è provato che il contatto pelle a pelle è un potente galattogeno (gli umani, come tutti i primati, sono programmati per portare addosso i loro neonati); nel caso delle vacche, in cui il piccolo segue la madre al pascolo, la vicinanza del vitello avrebbe probabilmente un analogo effetto: qualcuno si è mai preso la briga di tentare di misurarlo? In ogni caso, non separare vacca e vitello a mio avviso è un enorme fattore di benessere. Devo ammettere che da quando sono mamma, e mi sono soffermata su questo aspetto dell'allevamento, sto seriamente pensando di rinunciare a latte e latticini (che pure adoro!). Sarei molto felice di conoscere aziende che pratichino l'eticità nell'allevamento da latte, sarebbe l'unico latte che berrei a cuor leggero! Il mio parere è: vitello con la mamma SEMPRE e fino a svezzamento spontaneo (non ho idea di quale sia l'età di svezzamento naturale dei bovini). Quando perde interesse alla poppata ed alla compagnia della madre, allora è il momento per separare. Se ci si rendesse conto che il vitello cresce pochino (ma ne dubito) è sufficiente mungere meno, o dare una aggiunta di latte munto o di latte in polvere. Aggiunta, non sostituzione.