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Report del convegno sull'allevamento etico e sostenibile

Il 19 Gennaio 2014 si è tenuto a Roma un importante convegno sulla zootecnia etica a cura del CIMI (Centro Italiano di medicina Integrata) di cui vi abbiamo dato notizia in un precedente post (qui). Il tema era "l'allevamento etico e sostenibile" per noi fondamentale e per gentile concessione della Dott.ssa Francesca Pisseri, veterinaria omeopata che ha organizzato l'evento, riportiamo qui di seguito il report dell'incontro, di sicuro interesse per chi non è potuto esserci.

Allevamento etico e sostenibile: produzione e consumo di prodotti di derivazione animale nel rispetto degli esseri viventi e dell'ambiente.
Per un consumo consapevole, per una nutrizione di qualità, per una collaborazione rispettosa tra produttori e consumatori.
Convegno tenutosi a Roma il 19 gennaio 2014, a cura del CIMI (Centro Italiano di medicina Integrata).

Sintesi degli argomenti della giornata:
Consumo consapevole non significa giudicare le scelte alimentari o affrontare lo scontro tra vegetariani e vegani contro gli altri. Lo scopo del convegno, dice il dott. Marotta, medico omeopata, che apre i lavori, è di presentare esperienze, differenti possibilità di consumo, capire come migliorare la nostra alimentazione per una salute migliore e un modo migliore di allevare e produrre, più rispettoso degli esseri viventi e dell’ambiente. Ci sono molti allevatori virtuosi che, a costo di molti sacrifici e difficoltà, si impegnano per realizzare modelli di allevamento sostenibili.

Illustrandoci la differenza tra le varie diete, quella vegana, quando è frutto di una scelta consapevole, si delinea la migliore, afferma la dottoressa E. Galeazzi, nutrizionista, mostrando anche delle tabelle esplicative. La disinformazione e cattiva attuazione sulla dieta vegana porta chi decide di intraprendere questa nuova strada, a togliere alcuni alimenti senza sostituirli con altri che abbiano la stessa funzione e quindi lo stesso apporto di nutrienti. Inoltre, ci sono dei casi (grandi obesi e pazienti sotto chemioterapia) in cui una dieta vegetariana può non essere sufficiente e bisogna ricorrere a proteine animali per evitare squilibri.

Si passa poi agli interventi che riguardano animali e allevamenti. La dottoressa C. De Benedictis, veterinario omeopata, ci parla dei luoghi comuni che circondano il mondo animale e ricorda alcuni comportamenti indotti dalla cattiva gestione degli animali da parte dell’uomo. Per fare un esempio il maiale non è un animale “sporco” ma tenuto etologicamente lontano dalle sue esigenze diventa un esempio culturale di qualcosa di sudicio. Gli allevamenti intensivi nati per trarre il massimo profitto con riduzione drastica degli spazi sono causa di malattie non presenti in natura, dette “tecnopatie”.

A riscontro di questo intervento il filmato proposto dall’azienda Agricola Boccea di Roma e presentato dalla Sgra Federici, mostra come sia possibile, gratificante ed eticamente corretto allevare bovini da carne con modalità più vicino possibile alla loro natura. Il pascolamento, la vita di branco, i vitelli con le madri, la libertà di movimento. Non solo, curando molto la relazione uomo-animale il filmato mostra come l’uomo che entra nei recinti non provoca la fuga degli animali, e questo è un grande indice di benessere del branco.

L’allevamento al pascolo, con modello semibrado che rispetta l’etologia dell’animale, persegue un basso impatto ambientale e una maggiore qualità dell’alimento finale, è quello che la dottoressa Pisseri illustra con dati scientifici. Si mostra come i valori nutrizionali presenti in latticini e carni di animali allevati in tal modo siano favorevoli alla salute: il profilo di acidi grassi omega 3 e omega 6 è più equilibrato, rispetto a qualsiasi altro metodo di allevamento, sia biologico che convenzionale. Il modello di allevamento semibrado, con accurata gestione dei pascoli (turnazioni,opportune lavorazioni, ecc), consente una forte riduzione dei consumi di combustibili fossili e di acqua rispetto al modello industriale, e al tempo stesso consente una conservazione della biodiversità delle praterie, manutenzione del territorio con prevenzione dei rischi di erosione, preservando il pieno benessere degli animali allevati.

A confermare la validità di una gestione naturale dell’allevamento contro quello intensivo-industriale, il dott. Ricotta, bionutrizionista e pediatra, presenta dati inquietanti: i prodotti alimentari presenti sul mercato sono così contaminati da avere contribuito, nel tempo, a modificare lo sviluppo sessuale degli adolescenti. Ci spiega come un tempo la pubertà e l’adolescenza non fossero due periodi distinti della crescita dei ragazzi ma avvenissero contestualmente. Ci troviamo ora, invece, con due periodi distinti che portano i ragazzi ad affrontare non solo cambiamenti fisici dovuti agli squilibri ormonali ma anche tutte le ripercussioni psicologiche legate a questi cambiamenti che avvengono prematuramente rispetto all’età. La diossina presente nei cibi è uno dei principali responsabili dei questi mutamenti.

Dal punto di vista veterinario il tema della diossina è ripreso dal dr P. Venezia, veterinario omeopata. Cita molti esempi di come il cibo si può contaminare: se il pascolo si trova vicino ad un inceneritore, il terreno sarà contaminato dai fumi e dai lavaggi della pioggia, quindi gli animali che ci pascoleranno sopra assorbiranno le sostanze tossiche. La diossina presente nell’ambiente, si concentra nel latte e suoi derivati e viene assunta per via alimentare.

La mattina si conclude con una intervista al dottor A. Rettagliati, veterinario omeopata, che ci racconta il suo percorso fino a diventare da vegetariano a vegano e di come questa scelta, che presentava anni fa molte difficoltà pratiche, come ad esempio mangiare al ristorante, sia più semplice rispetto a prima in quanto accettata dalla società anche per il maggior numero di persone che abbracciano questa dieta. Durante la pausa pranzo, l’azienda agricola Spannocchia presenta un assaggio dei suoi prodotti a base di cinta senese. Gli animali sono allevati in condizioni di benessere e curati con omeopatia. E’ presente anche la Ass.ne Uovo di Colombo, che alleva polli e conigli e fa apicoltura, ortaggi, tramite progetti di inserimento socio-terapeutico e lavorativo di persone in condizioni di svantaggio.

La seduta pomeridiana riprende con l’intervento del dr M. Frega, veterinario Asl, che illustra l’emergenza “antibiotico-resistenza”. L’antibiotico è stato abusato, spesso preferendo antibiotici ad ampio spettro “tanto per non sbagliare” senza prima effettuare diagnosi accurate, con la conseguenza di avere molti ceppi batterici antibiotico-resistenti, di cui molti in grado di trasmettere la resistenza ad altri ceppi. L’allevamento intensivo fa un largo utilizzo di antibiotici in quanto le stressanti condizioni di allevamento rendono molto pericolose le infezioni batteriche.

Riallacciandosi al tema inquinamento la dott.ssa C. De Benedictis ci spiega come i farmaci assunti dagli animali vengano escreti nell’ambiente sotto forma di molecole ancora attive. In modo particolare una classe di antiparassitari largamente usata anche nell’allevamento biologico, le avermectine, sono ecotossiche e fortemente inquinanti, rimanendo inalterate nei pascoli molto tempo.

Quanto si abusi di repellenti chimici, tossici per gli animali e per l’uomo, ce lo illustra la dott.ssa Pisseri, nel suo secondo intervento. In sostituzione di molecole inquinanti, esistono una serie di olii essenziali naturali di comprovata efficacia che possono essere tranquillamente utilizzati anche negli allevamenti. L’omeopatia a è una valida alternativa alla medicina convenzionale per la gestione della sanità animale, nei suoi aspetti sia preventivi che curativi, ha bassi costi, nessun impatto sull’ambiente e permette di affrontare con successo patologie sia metaboliche, sia di origine traumatica, batterica, virale e parassitaria.

La Tenuta di Paganico (Grosseto), della sig.ra Maria Novella Uzielli, presenta un video suggestivo dell’ allevamento di suini di razza Cinta Senese: gli animali sono tranquilli nei confronti dell’uomo, pascolano e grufolano in libertà. Il filmato è commentato dal vivo da J. Goracci, agronomo dell’azienda. E’ un altro esempio di come sia possibile allevare rispettando le esigenze e la natura degli animali.

La tradizione di un prodotto per tenere in vita un ecosistema è un concetto presentato dal video portato da N. Benvenuti e L. Giuliotti che illustra la storia delle valli di Zeri. La pecora di Zeri, in via d’estinzione, è stata recuperata sotto vari aspetti, primo di questi l’allevamento dell'agnello conosciuto a livello nazionale per la sua ottima carne, allevare significa anche salvaguardia del territorio, dei pascoli, della manifattura della lana. Colpisce l’energia e la dedizione delle allevatrici, che ci spiegano come il vero obiettivo non sia né il denaro né il successo, ma la vita del loro territorio grazie alla riqualificazione di questa razza.

P. Venezia, che si occupa anche di cooperazione internazionale con Veterinari senza Frontiere, ci presenta infine le reti sociali e i Gruppi di Acquisto Solidali come nuovo modo di acquistare prodotti di alta qualità, etici e sani. Con questo sistema non bisogna necessariamente spendere dei capitali e si può uscire dalle logiche delle grandi distribuzioni organizzate, con il vantaggio e la possibilità di conoscere direttamente le realtà produttive.

In chiusura intervengono inoltre il responsabile di un progetto editoriale, www.qualeformaggio.it, che parla di formaggio a 360% ed è stato presentato il sito www.allevamento-etico.eu, portale dedicato ad allevatori e consumatori, che guarda all'allevamento etico e responsabile come il futuro del settore.

Gianni Marotta trae una conclusione di come la salute e il benessere dell’uomo siano indissolubilmente legati a quelli dell’ambiente e degli esseri viventi.

Ha termine così una giornata molto ricca di esperienze, di riflessioni da portarsi a casa, ma anche di informazione concreta per chi vuole intraprendere un percorso che ci vede come protagonisti delle nostre scelte.

Le riflessioni da cui prende spunto l'organizzazione del convegno: L'impatto ambientale degli allevamenti intensivi, sia dal punto di vista dei consumi energetici, sia dal punto di vista del potenziale inquinante e del degrado degli ecosistemi terrestri ed acquatici, porta anche chi ha una coscienza ambientalista a mettere in discussione l'eccessivo consumo di prodotti di origine animale. Ciascuna specie vivente riceve o dà sostentamento ad altre specie, animali o vegetali; ma ciò che spesso caratterizza il comportamento umano è la sopraffazione e lo sfruttamento; l'allevamento industriale ha portato conseguenze estremamente gravi sul benessere animale, sulla salute delle biosfera e sulla salute pubblica, basti pensare al preoccupante fenomeno dei batteri resistenti agli antibiotici. Il vegetarianismo di tipo etico è da diversi anni un argomento molto coinvolgente, gli errori ed orrori degli allevamenti intensivi rendono importanti le riflessioni sul consumo di prodotti animali. La scelta vegetariana non ci rende comunque sicuri di una posizione etica nei confronti degli animali. Mangiare il latte e i suoi derivati, le uova, o vestirsi con indumenti di pelle ci coinvolge in egual misura. Esiste una modalità di allevare gli animali seguendo un percorso etico? Rispettare la vita degli animali che alleviamo vuol dire difenderne il benessere, curarli in caso di malattia, nutrirli secondo la loro fisiologia, farli vivere in un luogo adatto alla loro specie, farli accoppiare naturalmente e anche garantire la conservazione della specie. Vi sono allevatori e tecnici che dedicano la propria vita ad occuparsi di animali con senso di responsabilità e con profondo rispetto nei loro confronti, mettendo amore e passione in quel lavoro. E' possibile allevare animali in modo sostenibile per l'ambiente, diventando anzi custodi del territorio e delle tradizioni locali. E' importante non abusare dell'ambiente e degli animali, limitare i nostri consumi e renderli più consapevoli. Rispettare la vita è un processo della consapevolezza che ci aiuta a discernere con saggezza le azioni da compiere.

La giornata è stata patrocinata da SIOV (Società Italiana di Omeopatia Veterinaria) e AMCP (Associazione per la Medicina Centrata sulla persona ONLUS). E’ stata sostenuta da Flora,CEMON, Greenvet.

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