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suino allo stato brado

Il suino è un animale onnivoro (si ciba infatti di una gran varietà di alimenti sia di origine animale che vegetale), ama cacciare e grufolare, estirpando erbe e radici, e ha una capacità olfattiva estremamente sviluppata. E’ un animale gregario che vive in piccoli gruppi familiari ( da 2 a 6 scrofe adulte), in cui i comportamenti alimentare e di riposo sono altamente sincronizzati. I verri invece, ad esclusione del periodo dell’accoppiamento, tendono a vivere in modo solitario. Non sono animali territoriali e vivono in “home-range”, cioè territori di gruppo, di grandezza variabile (fino a molti ettari) a seconda della disponibilità di cibo: gli “home-range” comprendono aree di riposo, di pascolo, di defecazione, pozze di fango e sentieri che collegano le diverse zone.

I suini sono animali sostanzialmente a vita diurna, perciò consumano i loro pasti soprattutto di giorno e dedicano all’attività della ricerca del cibo circa 7 ore al giorno: durante questi periodi di attività possono percorrere tragitti molto lunghi, anche 50 Km. Bevono molto spesso, sia durante il giorno che la notte. Per il resto del tempo amano rimanere coricati e sonnecchiare, attività a cui dedicano anche 19 ore al giorno; per riposare scelgono posti asciutti e riparati, soprattutto alle spalle, con una buona possibilità di visione e controllo di ciò che c’è intorno. La protezione e la possibilità di vedere intorno sono caratteristiche veramente molto importanti per la scelta del luogo di riposo e caratterizzano ancor oggi, nonostante il processo di domesticazione, il comportamento dei suini.

I suini evitano di sporcare, in genere, con urina e feci, l’area di riposo del gruppo: durante la notte si alzano infatti una o due volte e si allontanano per urinare o bere, poi ritornano nel gruppo. Per questo motivo l’area di riposo, in un box di gruppo, dovrebbe permettere ai suini di sdraiarsi allineati in fila, così che gli animali, durante la notte, possano alzarsi, allontanarsi e ritornare nel gruppo senza dover scavalcare e calpestare gli altri suini. Solitamente, inoltre, i suini scelgono un’area per defecare ad una certa distanza dall’area di riposo, dai 5 ai 15 metri, e defecano anche sui sentieri che collegano le varie zone delle aree in cui vivono; le scrofe in genere evitano di sporcare il nido in cui partoriscono e se non possono allontanarsi, come nel caso delle gabbie parto, alcuni soggetti potrebbero smettere di defecare per più giorni.

I suini possono vivere tranquillamente in zone paludose (sono eccellenti nuotatori) o adattarsi altrettanto bene a cacciare e procurarsi cibo nella boscaglia più fitta: proprio per questo, cioè per potersi mantenere in contatto con il resto del gruppo, nel corso dell’evoluzione hanno sviluppato un sistema di richiami vocali molto complesso (i segnali vocali sono probabilmente il principale mezzo di comunicazione tra suini e il loro linguaggio contiene circa 40 espressioni vocali differenti. Una dozzina di queste sono facilmente riconoscibili per l’uomo). Le relazioni sociali molto stabili, che si creano all’interno di un gruppo di suini, vengono mantenute, oltre che attraverso le vocalizzazioni, grazie anche ad un senso dell’olfatto molto sviluppato: gli stimoli olfattivi permettono infatti ai suini di identificarsi individualmente, annusandosi reciprocamente soprattutto nella regione del ventre. In questa specie infatti i segnali olfattivi, rispetto a quelli visivi (nonostante una buona capacità di visione e percezione dei colori), sono determinanti nelle relazioni sociali e nella possibilità di stabilire gerarchie di gruppo.

I suini usano gli alberi per grattarsi, poiché non possono raggiungere gran parte della superficie del loro corpo: questa attività può avere anche una funzione di marcatura con l’odore. I suini subordinati toelettano i dominanti che giacciono sdraiati su un fianco, mentre i primi li mordicchiano sul ventre.

Quando le femmine entrano in calore cercano attivamente i verri; il verro produce un odore e un suono che serve come stimolo per la femmina. La gravidanza dura circa 115 giorni e uno o due giorni prima del parto le scrofe lasciano il gruppo e si allontanano per costruire un nido che di solito viene terminato 2-4 ore prima dell’inizio del parto. Le scrofe domestiche danno alla luce grandi nidiate, spesso fino a 10 suinetti e più. La madre annusa il piccolo ma non lo lecca e comunque non lo aiuta a liberarsi dagli invogli fetali. Appena nati i suinetti cercano immediatamente il contatto con la madre sia per assumere il colostro che per scaldarsi: il grande rapporto superficie/volume infatti rende difficile nel suinetto la possibilità di termoregolazione. La capacità di termoregolazione fisiologica rimane comunque difficile, anche se per motivi diversi, nel suino adulto: i suini hanno infatti una scarsa copertura di pelo, una possibilità di sudorazione limitata e quindi scarse capacità di dispersione del calore. Per questo nei climi più caldi si rotolano in pozze di fango, mentre nei climi freddi si coricano in luoghi riparati uno a ridosso dell’altro.

Circa 10 ore dopo la nascita del primo suinetto, l’allattamento assume un andamento ciclico e viene effettuato circa ogni 40 minuti; normalmente la scrofa chiama i suinetti alla poppata con un grugnito profondo e ritmato. I suinetti della stessa nidiata assumono il latte materno contemporaneamente e subito dopo la nascita viene stabilita una gerarchia sociale (“teat order” o “ordine di poppata”): è molto interessante notare che nel suino la gerarchia non viene stabilita attraverso azioni scoordinate di spinta per raggiungere il capezzolo, come nel cane, ma tramite accesi combattimenti con l’uso dei denti appropriatamente chiamati “a spillo”. I suinetti lottano per appropriarsi delle mammelle poste più anteriormente. L’ordine gerarchico si forma entro i primi due giorni dalla nascita e i suinetti nati prima sono solitamente quelli dominanti; la gerarchia, una volta formata, rimane stabile, soprattutto nelle posizioni al vertice ed in quelle più basse.

In natura la scrofa ritorna nel gruppo con la nidiata 10-14 giorni dopo il parto: le aggressioni che si verificano in questa occasione di solito sono limitate, anche se le scrofe, protettive nei confronti della nidiata, potrebbero dimostrarsi abbastanza aggressive. Se l’alimento solido è disponibile, di solito i suinetti iniziano a consumarne una quantità significativa dalle 4-5 settimane in avanti. Lo svezzamento naturale avviene tra le 13 e le 19 settimane.

Fonte: IL BENESSERE DEI SUINI E DELLE BOVINE DA LATTE: PUNTI CRITICI E VALUTAZIONE IN ALLEVAMENTO, Università degli Studi di Milano, Istituto di Zootecnia e Medicina Veterinaria. Edito dalla Fondazione Iniziative Zooprofilattiche e Zootecniche, di Brescia. Il documento completo è scaricabile al link qui sotto:

Il benssere deibovinie dei suini.pdf